Composizione negoziata – Compensi di difensori e advisor

La disciplina dei compensi dei difensori e degli advisor nell’ambito della composizione negoziata si inserisce nel più ampio quadro delle regole volte a garantire la sostenibilità economica del percorso di risanamento e la tutela dell’interesse dei creditori.

L’imprenditore conserva la facoltà di avvalersi di consulenti legali, economici e finanziari, la cui assistenza risulta spesso essenziale per la corretta gestione delle trattative e per la predisposizione della documentazione necessaria. Tali compensi rientrano nella gestione ordinaria dell’impresa, salvo che assumano carattere straordinario.

La normativa attribuisce rilievo alla congruità e proporzionalità dei compensi rispetto:

  • alla complessità dell’incarico;
  • alla situazione economico-finanziaria dell’impresa;
  • alle prospettive di risanamento.

In presenza di misure protettive o di richieste di autorizzazione giudiziale, il tribunale può essere chiamato a valutare anche l’impatto economico dei costi professionali sull’equilibrio complessivo della procedura.

Particolare attenzione è riservata ai compensi dell’esperto indipendente, che sono determinati secondo criteri normativi predeterminati e tengono conto dell’impegno richiesto e dell’esito del percorso. Tale disciplina mira a garantire l’indipendenza dell’esperto e a evitare conflitti di interesse.

La regolazione dei compensi si colloca, dunque, in una prospettiva di equilibrio tra l’esigenza di assicurare un’adeguata assistenza professionale e la necessità di non aggravare ulteriormente la situazione dell’impresa in crisi.

Riferimenti normativi: artt. 16, 17 e 25-ter, D.lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza).