La liquidazione dell’impresa costituisce l’eventuale fase conclusiva della composizione negoziata, applicabile quando le trattative non consentono il risanamento o quando la continuità aziendale non è perseguibile.
In tale contesto, l’obiettivo è garantire una cessione ordinata dei beni, minimizzando le perdite per i creditori e preservando la certezza dei rapporti contrattuali. La liquidazione deve essere condotta secondo principi di trasparenza, equità e rispetto delle priorità creditorie.
L’esperto indipendente svolge un ruolo di supervisione, assicurando che:
- le operazioni siano coerenti con il piano liquidatorio;
- la distribuzione dei proventi sia conforme alle norme;
- le comunicazioni ai creditori siano complete e tempestive.
La liquidazione rappresenta quindi una soluzione di salvaguardia, finalizzata a tutelare gli interessi dei creditori e a chiudere ordinatamente il ciclo imprenditoriale quando il risanamento non è realizzabile. Pur essendo subordinata alle decisioni dell’imprenditore e dei creditori, l’intervento esperto contribuisce a ridurre il rischio di contenziosi e a garantire la regolarità delle operazioni.
Riferimenti normativi: artt. 12, 17 e 25, D.lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza).